Florin Lăzărescu – Trimisul nostru special

Sotto le spoglie di romanzo satirico minimalista, Trimisul nostru special è il risultato letterario di una cruda analisi della Romania post-dittatoriale, una coraggiosa e innovativa interpretazione dei mali che attanagliano la società romena del nuovo millennio. Scritto con una grande verve comica e parodistica, questo romanzo ironizza sul mondo romeno post-comunista, sui suoi personaggi, costumi e comportamenti, sulla sete di notizie e sul sensazionalismo della stampa, così come – su un piano più generale – sui conflitti ideologici del mondo attuale, sulla politica, il terrorismo e l’antiterrorismo. Allo stesso tempo, svolgendosi l’azione sulla ridotta scala della provincia e del provincialismo, Trimisul nostru special diventa una piccola parabola del grande e vasto mondo nella sua interezza.

I temi profani e dall’aura surrealista si susseguono senza logica apparente e sono i componenti principali di un’immagine della realtà dal carattere caleidoscopico. Attraverso un alternarsi di micro-mondi e di avventure parallele, Florin L?z?rescu guida il lettore verso la risoluzione e la ricomposizione di un puzzle letterario che si esplicita in innumerevoli flashback e molteplici piani descrittivi dai soggetti più disparati: la storia del protagonista si intreccia con le vicende dei vari personaggi secondari in maniera apparentemente disordinata e caotica; la realtà degli sniffatori di colla convive con quella dei mendicanti e delle vittime della transizione, nonché con l’universo dei mass media avidi e sensazionalisti; il mondo distrutto degli intellettuali cerca di ricomporsi e di trovare ragion d’essere in un universo parallelo a quello del presente storico, un universo in cui la stessa Chiesa ha difficoltà a imporre i suoi valori.

LA TRAMA:

Il presidente della Romania annuncia ufficialmente la sua presenza ai funerali di un noto giornalista deceduto in seguito a un incidente stradale. La stampa gli dà la caccia per strappargli delle dichiarazioni, un terrorista arabo per farlo saltare in aria. Una serie di (dis)avventure e fraintendimenti impedisce sia ad Antonie, inviato speciale di un giornale locale, sia al terrorista Mohammad di essere presenti all’evento e li fa incontrare in una chiesa deserta (luogo in cui entrambi supponevano che dovesse svolgersi la funzione): in questa sacra ambientazione e con uno zainetto di esplosivo in braccio, il terrorista, figlio di un cercatore di cammelli ucciso nel deserto da una bomba proveniente dall’occidente, irrompe gridando «Saltate in aria, porci occidentali!». Dopo essere riuscito a convincere Mohammad che i romeni non sono affatto dei porci occidentali nonostante lo desiderino ardentemente, Antonie ritorna sulle tracce del presidente e riesce ad arrivare in tempo alla conferenza stampa tenutasi dopo i funerali. Durante l’evento, sospettato dal servizio di vigilanza di essere un attentatore alla vita del presidente, il giornalista viene neutralizzato con un pugno in faccia, perde conoscenza e si ritrova in un tunnel arancione lungo il quale ripercorre tutti gli episodi più significativi della sua peculiare vita. Alla fine del tunnel lo aspetta un santo che lo rinvia sulla terra.

Dal suo letto d’ospedale Antonie ripercorre – raccontandola al suo peculiare compagno di stanza – la propria esistenza. La sua non è una storia qualunque: figlio di un professore impazzito perché finito in prigione per crimini contro il regime comunista, cresce in un monastero di montagna, lontano dal mondo civile, per poi diventare un giornalista a caccia di scoop. Tra i comuni mortali dovrà imparare a riconoscere e a convivere con la crudeltà, la grettezza e la mancanza di scrupoli di chi lo circonda.

In questo romanzo l’autore crea un parallelismo tra il mondo reale e il mondo biblico. I personaggi del libro hanno nomi dalla reminescenza cristiana: Antonie rimanda a Sant’Antonio il Grande, Iosif a Giuseppe – padre di Gesù, Ioan a Giovanni il Battista, Mohammad a Maometto, Gabriel all’arcangelo Gabriele, ecc.

LO STILE:

Lo stile frizzante, la sintassi lineare e i numerosi elementi comici presenti nel testo fungono da vera e propria calamita per il lettore. L?z?rescu è un maestro dei dialoghi: gli scambi di battute tra i personaggi avvengono con rapidità e disinvoltura, creando un effetto di spontaneità e immediatezza che proietta il lettore direttamente all’interno degli eventi.

Il linguaggio è attuale, informale il più delle volte, colto e ricercato all’occorrenza, ma in più di un’occasione anche pepato e forte per la presenza di turpiloqui disseminati qui e lì. Questi ultimi, tipici del linguaggio parlato di più di uno dei personaggi, non sono tuttavia mai gratuiti e sono strettamente funzionali alla lezione di storia e cultura romena totalmente sui generis che l’autore si trova a dare tra le righe di questo romanzo.

I TEMI:

Lontano dall’essere l’ennesimo libro secco, satirico e insipido, Trimisul nostru special recupera in maniera del tutto inaspettata quella problematica mistico-religiosa lungamente trascurata durante gli anni della dittatura ateista di Ceau?escu e poco esplorata anche nella letteratura romena contemporanea. Rischiando di sembrare blasfemo, L?z?rescu mescola sacro e profano e si approccia a questo tema delicato con una spiritualità del tutto anticanonica. L’idea di un collegamento tra il mondo terreno e quello celeste è contenuta già nel titolo: l’inviato speciale in questione non è solo un giornalista, è, proprio come lo fu Gesù, un uomo inviato sulla terra per conoscere gli uomini e il loro. Ciascuno dei personaggi di questo libro sente di avere un compito, di essere stato inviato a compiere una certa missione. E tutti sono in qualche modo segnati dal rapporto padre-figlio: sono profondamente influenzati dalle esperienze del loro genitore e si ispirano ai loro trascorsi al momento di scegliere il proprio destino. Il fatto che persino Gesù sia una sorta di “inviato speciale” e che, come Antonie, anche egli abbia problemi con il Padre, conferisce un carattere universale al tema e fa sorgere nel lettore il desiderio di vedere nel protagonista una nuova speranza, l’occasione di riscatto di un padre ingiustamente punito dalla storia.

Il fatto che Antonie diventi un giornalista fornisce poi all’autore la possibilità di osservare con occhio critico il mondo della stampa attuale e di sottolineare il problema della manipolazione mediatica e il consumismo del mondo di oggi, contrapposto ai valori metafisici presenti nella cultura occidentale in modo sempre più tenue.

LA CRITICA:

Florin L?z?rescu sa mettere il mistero su carta: alcuni fili sono inspiegabilmente abbandonati, le corrispondenze e i sottotesti «sacri» lampeggiano in modo sconcertante in ogni momento, i vuoti narrativi e le ambiguità fungono da calamite per i significati. Nulla stride, non ci sono affettazioni terribili, non ci sono interferenze che propagano tesi: tanto le parole «forti», gergali, quanto le riflessioni su Dio, la morte, la pazzia, l’immortalità, la santità suonano straordinariamente familiari. Le frasi sono molto semplici e, al di là della verve effervescente, aprono la mente e l’immaginazione.

Paul Cernat, Bucure?tiul cultural, 22 novembre 2005

Trimisul nostru special vale come vero e proprio manifesto della “nuova onda” di scrittori: un libro eccezionale dal quale non è facile staccarsi nemmeno dopo averne ultimato la lettura.

Andrei Terian, Cultura, 16 febbraio 2006

Coloro che dicono che la letteratura romena sia nient’altro che una letteratura triste e pesante o una letteratura sul comunismo dovrebbero leggere Trimisul nostru special. Un libro che porta una ventata d’aria fresca, una voce nuova della quale l’Occidente ha bisogno. Porta anche un grande scrittore che, focalizzando la propria attenzione sul mondo della stampa, ci suggerisce una riflessione sul mondo in cui viviamo.

Fanny Chartres, Observator Cultural, 15-21 novembre 2007

I diritti per la traduzione in Italia sono disponibili. (Per ulteriori informazioni contattare la casa editrice romena Polirom.)


Saggio di lettura in italiano (traduzione dal romeno di Ileana M. Pop)