Dumitru Ţepeneag – Hotel Europa

Hotel Europa, Corint, Bucarest 2006 (IIª edizione)

Titolo originale: Hotel Europa

ISBN 978-973-653-886-5

La TRILOGIA:

Hotel Europa, Pont des Arts e Maramure?, i tre romanzi che compongono il tumultuoso affresco dell’emigrazione del popolo romeno verso l’Occidente a partire dal crollo del regime di Ceau?escu e in generale della condizione di esule nel continente europeo, costituiscono la più importante trilogia romena scritta dopo la rivoluzione del 1989. La trilogia, pubblicata in Romania tra il 1996 e il 2001 (quasi in contemporanea con la comparsa della traduzione francese di Alain Paruit), ha consacrato lo scrittore franco-romeno come uno degli autori europei più importanti e ha contribuito in modo decisivo alla vincita del Premio Unione Latina.

Dietro le storie e i movimenti dei personaggi si celano le conseguenze della caduta del muro di Berlino che, pur avendo portato alla riunificazione dell’Europa, non ha potuto garantire che le differenze tra gli individui, le loro particolarità e pregiudizi venissero abbattuti con altrettanta decisione. Sullo sfondo di un’Europa divenuta un immenso e torbido hotel preda di approfittatori, mafiosi e agenti segreti, un’Europa aggredita in ogni dove dalla sua popolazione migratoria, si svolge un intrigo letterario, politico ed erotico. L’intero continente è visto come una nuova Babele in cui azioni e lingue si mescolano in modo eterogeneo rendendo il testo estremamente dinamico.

HOTEL EUROPA

Tepeneag_hotel-europaLa TRAMA:

1989-1991 Due viaggi in direzioni opposte dominano la narrazione: quello nella memoria dell’autore-narratore verso la Romania, paese che aveva dovuto abbandonare negli anni Settanta, e quello del suo giovane alter-ego, lo studente Ion Valea alla volta dell’Occidente. Entrambi i pellegrinaggi sono racchiusi in una più ampia cornice, quella della stesura “in diretta” del presente romanzo, un work in progress al quale tutti i personaggi sono chiamati a prendere parte attiva.

Un prosatore parigino di origini romene vuole ritirarsi in provincia (la destinazione prescelta è la Bretagna) per potersi dedicare al romanzo sull’Europa dopo la caduta del blocco comunista che ha in mente di scrivere, ma la francesissima moglie Marianne, donna intelligente, autoritaria e brontolona, si oppone sia all’isolamento del marito sia al tipo di letteratura che scrive. Persino il gatto siamese della coppia, animale molto intelligente al quale lo scrittore legge le sue pagine, esprime, al pari di Marianne, la propria disapprovazione nei confronti della prosa sperimentale coltivata dall’autore-narratore.

Il protagonista ricorda il giorno del suo ritorno nel paese d’origine – su un camion di “Medici senza frontiere” – e il successivo incontro con un gruppo di giovani rivoluzionari (Ion, Mihai, Ana, Maria) che, col pretesto che la rivoluzione “è stata rubata, confiscata”, lasciano la Romania prendendo la via del ricco, libero e permissivo Occidente.

Ion, che dopo il personaggio dell’autore-narratore è la figura più importante del romanzo, parte alla ricerca della fidanzata Maria, scomparsa in seguito al tumulto dei minatori a Bucarest. Passando per Timi?oara e Kecskemét, arriva a Budapest. Nella capitale ungherese – dove ha una breve relazione con Szusza, la zia di un amico presso cui trova alloggio – entra in contatto con un libanese ricco e cinico che, da una camera d’albergo dell’hotel Europa, gestisce una rete di prostituzione all’interno della quale lavorano giovani donne dell’est (romene incluse). Mentre l’autore-narratore riceve lettere e telefonate dagli altri personaggi, Ion, sospettando che dietro il nome della prostituta Silvia appena partita per Vienna possa nascondersi proprio Maria, decide di continuare il viaggio alla volta della capitale austriaca. Da lì proseguirà per Monaco di Baviera, Heidelberg, Strasburgo e infine Parigi, incontrandosi e scontrandosi con personaggi di ogni tipo.

In ogni città c’è un hotel Europa e intorno a ciascuno di essi brulica un intero popolo di mafiosi, trafficanti di droga, ex agenti segreti dell’est, finti disabili, imprenditori zingari, donne scostumate.

Tutti i protagonisti di Hotel Europa sono in viaggio – un viaggio iniziatico? – e, quasi obbedendo alle forze intrinseche della narrazione, finiscono in Bretagna per mettere, insieme all’autore-narratore, il punto finale del romanzo di cui sono protagonisti. Scontenti del trattamento che lo scrittore ha riservato loro nel corso della stesura dell’opera, essi si rompono dall’autorità autoriale, insorgono contro il loro stesso creatore e reclamano il diritto di apportare personalmente modifiche all’intreccio.

Questa favola postmodernista continuerà con i romanzi Pont des Arts e Maramure? in cui l’autore-narratore e i suoi personaggi porteranno il lettore da Parigi a New York, da Monaco a Budapest e infine a Vulture?ti (nella regione romena Maramure?).

Lo STILE e il LINGUAGGIO:

Questo romanzo (e l’intera trilogia di cui è capostipite) è un complesso esempio di intertestualità e intratestualità, un prodotto letterario ricco di elementi classici e moderni al tempo stesso. Finzione e realtà sono così bene intrecciate da non poter più essere districate nemeno dall’autore in persona: benché, infatti, l’intento di ?epeneag sia stato quello di scrivere il volume più realista di tutta la sua vita, i suoi trascorsi avanguardisti hanno impresso un’impronta così forte sulla struttura narrativa e sulla personalità dei personaggi da rendere Hotel Europa un ibrido dalla cornice realista ma dal contenuto onirista.

Non essendoci, quindi, distinzione tra finzione e realtà e non volendo l’autore privarsi della libertà di aggiungere alle testimonianze e agli scorci di verità e di vita dettagli fittizi, Hotel Europa si presenta come un romanzo pseudo-autobiografico, una sorta di pseudo-finzione che sfocia nel pseudo-reportage.

Chi si aspetta che a un apparato epico così articolato corrisponda un linguaggio altrettanto elaborato non potrebbe essere più lontano dalla verità: l’autore si muove con estrema agilità tra i vari registri, destreggiandosi in modo impeccabile tanto nelle scene di vita familiare quanto in quelle di sesso, sia parlando di politica sia nei dialoghi.

I TEMI:

Dall’alto di una posizione autoderisoria grazie alla quale la messa in luce dei difetti del genere umano e dei luoghi comuni legati alla Romania e ai suoi abitanti risulta più che efficace, l’autore dimostra come la condizione del migrante (in generale) e dell’esule romeno (in particolare) sia il tema che più gli preme trattare: è così che molti dei personaggi di Hotel Europa sono zingari veri o presunti, prostitute, malfattori o spie, persone che fanno di tutto per attaccarsi o staccarsi di dosso un’etichetta sociale o culturale. In un’Europa ormai libera da frontiere invalicabili, un’Europa in cui si stenta a voler creare una mentalità comune e che, proprio come un albergo, è palcoscenico di storie e di vite in transizione, i personaggi di ?epeneag fanno fatica a disfarsi delle tare della guerra fredda, sono vittime di classificazioni stereotipate e al contempo sono essi stessi generatori di cliché. Nonostante i continui spostamenti e la relativa indipendenza di cui godono, gli abitanti di questo sconfinato hotel non arrivano mai a essere del tutto liberi: ecco la triste condizione di eterna lotta e oppressione del senzapatria, condizione che non fa altro che ribadire quanto la fuga dal paese d’origine sia vana se prima non si sono fatti i conti con il proprio passato.

Nel calderone etnico e linguistico dell’Europa contemporanea, l’esule si trova a dover costruire una relazione tra la cultura di origine e quella di arrivo, è smarrito, confuso, disorientato, deve superare la perdita del proprio punto di riferimento, del proprio astro – dis-astro… e tutto questo mentre viene giudicato, sospettato e lotta per la propria sopravvivenza.

La CRITICA:

Hotel Europa dovrebbe diventare un best-seller. In quanto è, senz’ombra di dubbio, il più acuto romanzo romeno scritto dopo il 1989. Increscioso o iconoclasta, ammirato o respinto, è il primo romanzo impegnato in una realtà così familiare e inspiegabile che consideriamo non abbia bisogno di scremature.

Claudiu Groza in Dumitru ?epeneag, Hotel Europa, Bucarest, Corint 2006

Romanzo postmoderno e, grazie alla presenza di elementi parodistici, romanzo post-postmoderno, concepito come una fotografia in movimento del caos dell’esistenza.

Eugen Simion in Dumitru ?epeneag, Hotel Europa, Bucarest, Corint 2006

La prosa di Dumitru ?epeneag collabora con il lettore, stabilisce un dialogo efficace e interattivo, cosa che rappresenta una premessa scontata e un invito irresistibile a un dibattito sistematico.

Ion Simu?, România Literar?, n. 16 (aprile 2006)

L’autore si ritrova nella posizione sia di testimone e memorialista degli eventi accaduti sia di narratore che con fatica edifica la propria opera, o addirittura di commentatore dei fatti narrati: una strana combinazione di sperimentatore di impianto ironico su un’ossatura di romanziere onnisciente.

Cornel Regman in Dumitru ?epeneag, Hotel Europa, Bucarest, Corint 2006

Finora la prosa di ?epeneag è stata integralmente onirica […] adesso, invece, l’autore porta nel romanzo fatti databili e localizzabili, evoca persone dall’identità reale, incorpora documenti alla narrazione. Il testo non dissimula la realtà, la denuda con furia, inculcandoci la sensazione di star assistendo a un crudo spettacolo.

Gabriel Dimisianu in Dumitru ?epeneag, Hotel Europa, Bucarest, Corint 2006

Hotel Europa è una scommessa editoriale su cui case editrici come la tedesca Suhrkamp, la romena Corint, la francese P.O.L., la ceca Dybbuk e la statunitense Dalkey Archive Press hanno deciso di puntare.

Al di là dei temi trattati che oggi risultano più attuali che mai e dell’originalità dell’idea e della formula narrativa, il presente romanzo (insieme agli altri due tomi che compongono la trilogia) è un caposaldo della letteratura europea contemporanea, un’opera più volte premiata e apprezzata da un pubblico plurilingue e pluriculturale e come tale merita di essere presentata anche in Italia.

I diritti per la traduzione in Italia sono disponibili. (Per ulteriori informazioni contattare la casa editrice francese P.O.L. o Ileana M. Pop, rappresentante di Dumitru ?epeneag in Italia e Spagna.)

Saggio di lettura in italiano (traduzione dal romeno di Ileana M. Pop)