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	<title>popTrads - Traduttrice letteraria &#187; Traduzione</title>
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	<description>Traduttrice letteraria</description>
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		<title>“Letterodromo Babele” – Workshop con traduttori di letteratura romena a Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 05:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Letterodromo Babele” – Workshop con traduttori di letteratura romena a Venezia L&#8217;avevo detto io che c&#8217;era una bella iniziativa in caldo! Stamattina prende il via il Letterodromo Babele, una serie di incontri sulla traduzione dal romeno organizzata dall&#8217;ICR in quel di Venezia. Ecco il loro comunicato stampa: Tra il 5 e il 9 luglio, l’Istituto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2010/07/Letterodromo-Babele-2010.jpg"><img class="size-full wp-image-787 aligncenter" title="Letterodromo Babele 2010" src="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2010/07/Letterodromo-Babele-2010.jpg" alt="" width="370" height="278" /></a>“Letterodromo Babele” – Workshop con traduttori di letteratura romena  a Venezia<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avevo detto io che c&#8217;era una bella iniziativa in caldo!</p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina prende il via il Letterodromo Babele, una serie di incontri sulla traduzione dal romeno organizzata dall&#8217;<a title="ICR Venezia" href="http://www.icr.ro/venezia/eventi/letterodromo-babele-workshop-con-traduttori-di-letteratura-romena-a-venezia.html" target="_blank">ICR</a> in quel di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il loro comunicato stampa:</p>
<p style="text-align: justify;">Tra il <strong>5 e il 9 luglio</strong>, l’Istituto Culturale Romeno, tramite il  Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca  Umanistica di Venezia, organizza il progetto “Letterodromo Babele”, un  workshop che riunirà traduttori di letteratura romena da vari spazi  linguistici: Bulgaria, Francia, Germania, Israele, Italia, Olanda,  Polonia ed Ungheria.<br />
L’obiettivo principale del progetto è lo sviluppo della rete di  traduttori di letteratura romena e la creazione di sinergie che  promuovano tale letteratura nel circuito internazionale.<br />
I partecipanti, beneficiari dei programmi di borse per traduttori –  professionisti e in formazione – svolti dall’Istituto Culturale Romeno,  avranno l’occasione di incontrarsi per conoscersi e scambiarsi  informazioni sull’esperienza personale riguardante le strategie di  traduzione e promozione della letteratura romena all’estero.<br />
I traduttori invitati a Venezia sono: <strong>Laure Hinckel </strong>(Francia), <strong>Gerhardt  Csejka </strong>(Germania), <strong>Jan Willem Bos </strong>(Olanda), <strong>Joanna  Kornaś-Warwas </strong>(Polonia), <strong>Any Shilon </strong>(Israele), <strong>Lora  Nenkovska </strong>(Bulgaria), <strong>Jan Cornelius </strong>(Germania), <strong>Mihály  Lakatos </strong>(Ungheria), e i giovani traduttori italiani <strong>Roberto  Merlo, Anita Natascia Bernacchia, Danilo De Salazar, Giovanni Magliocco,  Ileana Maria Pop, Maria Luisa Lombardo, Aronne Mapelli, Serafina  Pastore, Mauro Barindi.<br />
</strong>Inoltre, al workshop saranno presenti <strong>Simona Popescu </strong>e <strong>Dan  Lungu</strong>, due dei più importanti e tradotti scrittori romeni, che  parleranno dal punto di vista dell’autore dell’esperienza di essere  tradotti. I traduttori presenti identificheranno sui loro testi i  problemi di traduzione e suggeriranno strategie per superarli.<br />
I partecipanti discuteranno di temi quali il problema del linguaggio  substandard, la modalità specifica di ricezione di alcune traduzioni,  problemi di traduzione creati dalla comicità, il problema della  confessione religiosa del traduttore, le differenze culturali nella  traduzione, la traduzione dei termini osceni ecc.<br />
Le sessioni di lavoro si svolgeranno nella sala conferenze “Marian  Papahagi” dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica dì  Venezia e saranno moderate da <strong>Dana Bleoca</strong>, vicedirettore del  Centro Nazionale del Libro, dallo scrittore e traduttore <strong>Florin Bican </strong>e da <strong>Monica Joiţa</strong>, direttrice ad interim dell’Istituto  Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.</p>
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		<title>Di come mi ritrovai a tradurre poesia&#8230; e di come nacque una passione!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie fatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa l&#8217;Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia mi chiamò per invitarmi ad accompagnare la poetessa romena Svetlana Cârstean al XVI Festival Internazionale di Poesia di Genova in qualità di sua traduttrice. POESIA, mi dissi. Tutta un&#8217;altra cosa rispetto alla prosa! Accettai entusiasta e mi misi al lavoro con tutto l&#8217;ottimismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2010/06/SDC10276.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-746" title="Svetlana Cârstean - XVI Festival Internazionale Poesia (Genova)" src="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2010/06/SDC10276-225x300.jpg" alt="" width="202" height="269" /></a>Qualche mese fa l&#8217;<a title="ICR Venezia" href="http://www.icr.ro/venezia/" target="_blank">Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia </a>mi chiamò per invitarmi ad accompagnare la poetessa romena Svetlana Cârstean al <a title="Festival Internazionale Poesia Genova" href="http://www.festivalpoesia.org/2008/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=97&amp;Itemid=54" target="_blank">XVI Festival Internazionale di Poesia di Genova</a> in qualità di sua traduttrice.</p>
<p style="text-align: justify;">POESIA, mi dissi. Tutta un&#8217;altra cosa rispetto alla prosa! Accettai entusiasta e mi misi al lavoro con tutto l&#8217;ottimismo e l&#8217;impegno che riuscii a racimolare. Che dire?  Una rivelazione! Amore a prima vista! Tradurre poesia è tanto difficile quanto appagante. Entrare nei testi di Svetlana, nella sua mente, metabolizzarne i  versi, renderli in italiano e leggerli davanti a una platea entusiasta è stato un battesimo in pompa magna, un assaggio di qualcosa che sento di dover assolutamente rifare!</p>
<p style="text-align: justify;">Nomi come (in ordine sparso) Adonis, Bernard Noël, J. M. Coetzee, Julian Stannard, Krisztina Tóth, <a title="Cristina Ali Farah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_Ali_Farah" target="_blank">Cristina Ali Farah</a> (che, by the way, mi è piaciuta da morire!), Tuğrul Tanyol e Akinwande Oluwole &#8220;Wole&#8221; Soyinka hanno circondato Svetlana, e indirettamente anche la sottoscritta, durante le cinque meravigliose serate genovesi dirette da <a href="http://www.pozzani.org/" target="_blank">Claudio Pozzani</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E il 18 luglio un altro salto poetico, questa volta in compagnia di Flavio Ermini, Ida Travi (wow! dire che mi ha scosso è dir poco!) e ancora <a href="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2010/06/SDC10298.jpg"><img class="size-medium wp-image-747 alignright" title="Bogliasco" src="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2010/06/SDC10298-300x225.jpg" alt="" width="199" height="149" /></a>Julian Stannard, a Bogliasco per un&#8217;altra bellissima serata in versi organizzata dalla <a title="Fondazione Bogliasco" href="http://www.bfny.org/" target="_blank">Fondazio</a><a title="Fondazione Bogliasco" href="http://www.bfny.org/" target="_blank">ne Bogliasco</a> e dal Comune di questo paradisiaco paese costiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Una settimana di emozioni che mi hanno aperto un mondo!</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Traducendo Mondi &#8211; febbraio 2010</title>
		<link>http://www.poptrads.com/2010/traducendo-mondi-febbraio-2010.html</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 07:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie fatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[È online il numero di novembre della rubrica Traducendo Mondi ospitata dal periodico del Sindacato Nazionale Scrittori Le reti di Dedalus. Due gli articoli di questo mese: il primo di Alessandro Amenta: Differenze linguistiche e culturali &#8211; Quando tradurre pone questioni di ‘genere’ il secondo mio (ebbene sì, bisognava pur sbilanciarsi prima o poi, no?): [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">È online il numero di novembre della rubrica <strong>Traducendo Mondi </strong>ospitata  dal periodico del Sindacato Nazionale Scrittori<em> Le reti di Dedalus</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Due gli articoli di questo mese:</p>
<p style="text-align: justify;">il primo di Alessandro Amenta: <a href="http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/febbraio/TRADUCENDO_MONDI/1_differenze.htm" target="_self"><strong><span>Differenze linguistiche e culturali &#8211; Quando tradurre pone questioni di  ‘genere’</span></strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">il secondo mio (ebbene sì, bisognava pur sbilanciarsi prima o poi, no?): <a href="http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/febbraio/TRADUCENDO_MONDI/2_lingue.htm" target="_self"><strong>Lingue </strong><strong><span> ‘minori’ &#8211; Le vie misteriose (e faticose) dell&#8217;editoria</span></strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Traducendo Mondi &#8211; dicembre 2009 e gennaio 2010</title>
		<link>http://www.poptrads.com/2010/traducendo-mondi-dicembre-2009-e-gennaio-2010.html</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 07:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[È da secoli che non aggiorno questo povero blog&#8230; Rimedio subito con il link della rubrica Traducendo Mondi ospitata dal periodico del Sindacato Nazionale Scrittori Le reti di Dedalus: http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/Rubriche/traducendo_mondi.htm Gli ultimi articolo sono: Una villa in Irlanda per i ‘cottimisti della letteratura’ di Anna Mioni In mezzo alle Alpi svizzere tra libri, risotti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>È da secoli che non aggiorno questo povero blog&#8230; Rimedio subito con il link della rubrica <strong>Traducendo Mondi </strong>ospitata dal periodico del Sindacato Nazionale Scrittori<em> Le reti di Dedalus</em>: <a href="http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/Rubriche/traducendo_mondi.htm" target="_blank">http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/Rubriche/traducendo_mondi.htm</a></p>
<p>Gli ultimi articolo sono:</p>
<p><span><em>Una villa in Irlanda per i ‘cottimisti della letteratura’</em> di Anna Mioni</span></p>
<p><em><span>In mezzo alle Alpi svizzere tra libri, risotti e cipolle </span></em><span>di Marina Pugliano</span></p>
<p><span><em>Il traduttore è anche un lettore che si commuove</em> di Chiara Marmugi</span></p>
<p><span><em>Perché occorre ritradurre l’Hemingway della maturità</em> di Piero Ambrogio Pozzi</span></p>
<p><span>Buona lettura!<br />
</span></p>
<p><span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Traducendo Mondi &#8211; novembre 2009</title>
		<link>http://www.poptrads.com/2009/traducendo-mondi-novembre-2009.html</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[È online il numero di novembre della rubrica Traducendo Mondi ospitata dal periodico del Sindacato Nazionale Scrittori Le reti di Dedalus. Anche questo mese due articoli molto interessanti sulla traduzione: uno di Luisa Doplicher sulla traduzione di saggi di divulgazione scientifica &#60;http://www.retididedalus.it/Archivi/2009/novembre/TRADUCENDO_MONDI/divulgazione.htm&#62; e l&#8217;altro di Elena Doria sul posto giusto di lavoro per i lavoratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">È online il numero di novembre della rubrica <strong>Traducendo Mondi </strong>ospitata dal periodico del Sindacato Nazionale Scrittori<em> Le reti di Dedalus</em>.</p>
<p>Anche questo mese due articoli molto interessanti sulla traduzione:</p>
<p style="text-align: justify;">
uno di Luisa Doplicher sulla traduzione di saggi di divulgazione scientifica<br />
<a title="traduzione-luisa doplicher" href="http://www.retididedalus.it/Archivi/2009/novembre/TRADUCENDO_MONDI/divulgazione.htm" target="_blank">&lt;http://www.retididedalus.it/Archivi/2009/novembre/TRADUCENDO_MONDI/divulgazione.htm&gt;</a></p>
<p>e l&#8217;altro di Elena Doria sul posto giusto di lavoro per i lavoratori (o meglio, le lavoratrici) invisibili<br />
<a title="Traduzione-Elena Doria" href="http://www.retididedalus.it/Archivi/2009/novembre/TRADUCENDO_MONDI/vita.htm" target="_blank">&lt;http://www.retididedalus.it/Archivi/2009/novembre/TRADUCENDO_MONDI/vita.htm&gt;</a></p>
<p style="text-align: justify;">
Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Quando si dice che tradurre è un&#8217;arte&#8230;</title>
		<link>http://www.poptrads.com/2009/quando-si-dice-che-tradurre-e-unarte.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 06:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie fatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tradurre, si sa - o mi auguro che si sappia - è ben più della mera trasposizione di parole, immagini, contenuti da una lingua all'altra.
Ecco un piccolo retroscena visivo di una frase per la cui traduzione ho dovuto scomodare tutte le mie capacità artistiche... nonché l'autore!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">Ho iniziato a scrivere questo post a luglio e poi (tipico!), tra una cosa e l&#8217;altra, ne ho dovuto sempre rimandare la pubblicazione. Bene, direi che è ora!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piccolo prologo:</strong><br />
tradurre, si sa &#8211; o mi auguro che si sappia &#8211; è ben più della mera trasposizione di parole, immagini, contenuti da una lingua all&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un piccolo retroscena visivo di una frase per la cui traduzione ho dovuto scomodare tutte le mie capacità artistiche&#8230; nonché l&#8217;autore!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-352" title="locomotiva" src="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2009/10/locomotiva.jpg" alt="locomotiva" width="473" height="281" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piccolo epilogo:</strong><br />
poter contare sull&#8217;appoggio dell&#8217;autore in fase di traduzione è cosa rara e preziosa. Ringrazio pubblicamente Liliana, <a href="http://www.danlungu.eu/" target="_blank">Dan</a>, <a href="http://teodorovici.ro/" target="_blank">Lucian </a>(coprotagonista della storia di cui vi ho appena anticipato una puntata), <a href="http://florinlazarescu.wordpress.com/" target="_blank">Florin</a>, <a href="http://ro.wikipedia.org/wiki/Ana_Maria_Sandu" target="_blank">Ana Maria</a> e chi li seguirà in futuro.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>VII Giornate della Traduzione Letteraria &#8211; Urbino 2009</title>
		<link>http://www.poptrads.com/2009/vii-giornate-della-traduzione-letteraria-urbin.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 05:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 25 al 27 settembre sono stata a Urbino per l'immancabile appuntamento con le GIORNATE DELLA TRADUZIONE LETTERARIA (giunte alla VII edizione), organizzate dal Centro Europeo per l'Editoria con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e a cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">Dal 25 al 27 settembre sono stata a Urbino per l&#8217;immancabile appuntamento con le GIORNATE DELLA TRADUZIONE LETTERARIA (giunte alla VII edizione), organizzate dal Centro Europeo per l&#8217;Editoria con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e a cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato un vero e proprio <em>tour de force</em> ma il gioco vale sempre la candela.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ospite d&#8217;onore avrebbe dovuto essere lo scrittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Pennac" target="_blank">Daniel Pennac</a> che, per motivi di famiglia alquanto gravi, ha dovuto rinunciare a chiacchierare con noi traduttori &#8211; <em>in primis</em> con Yasmina Melaouah &#8211; e a ritirare di persona il Premio per la Traduzione &#8220;Centro Europeo per l&#8217;Editoria &#8211; Ecstra&#8221; che la giuria composta dal rettore dell’Università di Urbino, da Ernesto Ferrero e da Ilide Carmignani gli ha assegnato per l&#8217;impegno a favore della traduzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco qualche stralcio del suo discorso, letto da Yasmina Melaouah, la sua traduttrice in italiano.</p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"><em>Cari amici traduttori, luci della mia pentecoste laica, lasciate che vi ringrazi e vi dica il mio stupore. Che vi ringrazi per l&#8217;onore che mi fate assegnandomi questo premio e vi dica il mio stupore che abbiate scelto proprio me per questo onore. Dite che mi siete grati per il mio atteggiamento generale nei confronti dei traduttori. Quale gratitudine? Che cosa sarebbe l&#8217;uomo che sono, senza voi traduttori? Un uomo che non parla né legge alcuna lingua all&#8217;infuori della propria, nemmeno l&#8217;inglese, (credo peraltro di essere l&#8217;ultimo europeo in questa triste condizione), nemmeno l&#8217;italiano nonostante i trent&#8217;anni di amicizia che ci legano. Quest&#8217;uomo ha un bisogno vitale dei traduttori.<br />
Voi siete la mia vita. Le mie vite!<br />
Grazie a voi i miei libri rinascono e attraversano le frontiere. Dico rinascono, poiché la traduzione di un testo letterario equivale a una nuova nascita. E il ruolo che svolgono i traduttori in questa nascita può essere considerato alla stregua di una creazione. La nozione di traduzione è inseparabile da quella di creazione. La pura e semplice trasposizione linguistica non è un atto di traduzione, bensì un atto di duplicazione che produce un ostrogoto incomprensibile. (È sufficiente leggere le istruzioni per l&#8217;uso della mia lavatrice di origine tedesca, dal design italiano, con l&#8217;elettronica giapponese, e fabbricata in Corea, per essere indotti linguisticamente al suicidio).<br />
Affinché un romanzo viva in un&#8217;altra lingua è necessario che qualcuno gli dia nuovamente vita in questa nuova lingua. E questo qualcuno siete voi. In cosa consiste la nuova vita di un romanzo ben tradotto? In un testo che si incarna in una lingua che non è la sua lingua originale &#8211; nel vostro caso, l&#8217;italiano &#8211; tanto da far esclamare al lettore: Sembra scritto in italiano! (Cosa che non si può dire delle istruzioni della vostra lavatrice.)<br />
Ma che cosa ha provocato l&#8217;illusione del lettore? La misteriosa formula dell&#8217;ottima traduzione. Nella fattispecie, la capacità di trasporre in un&#8217;altra lingua il lessico classico o popolare dell&#8217;autore straniero, il ritmo della sua scrittura, la sua musicalità, i suoi sottintesi, le sue allusioni, le svariate intenzioni dell&#8217;autore, in sostanza ciò che non è scritto e che potremmo chiamare lo spirito del testo, capacità che fa del buon traduttore una sorta di psicanalista dell&#8217;autore. Ma chi dice spirito del testo dice anche spirito della lingua nella quale il testo è scritto. Il che fa anche di voi etnologi attenti e linguisti puntigliosi. Questa capacità di restituire lo spirito di una lingua straniera nella vostra lingua può nascere solo da una fusione con il testo e con la lingua di partenza, unita a una perfetta padronanza della lingua d&#8217;arrivo, la vostra. Tale duplice competenza presuppone un&#8217;ubiquità linguistica e letteraria o, per essere più precisi, un intuito analogico. Questo intuito analogico impone al traduttore di calarsi in una dimensione di ossessività la quale, fra parentesi, è la stessa del romanziere al lavoro. Nell&#8217;esercizio di questa ossessione Yasmina Melaouah, la mia traduttrice italiana, Eveline Passet, la mia traduttrice tedesca, Vlatka Valentic la mia traduttrice croata, Akira Mitsubayashi il mio traduttore giapponese, Sarah Adams, la mia traduttrice inglese, o Manuel Serrat Crespo, il mio traduttore spagnolo &#8211; per citarne solo alcuni &#8211; mi raggiungono spesso nel cuore dei miei testi. Ma l&#8217;ossessione, cari amici, lo sapete quanto me, richiede tempo. Richiede durata. E questo tempo, occorre remunerarlo.<br />
Alcuni anni fa, a un convegno in cui mi è stato chiesto cosa pensassi del fatto che il traduttore è lo psicanalista dell&#8217;autore (giacché l&#8217;idea non è mia, e a quel convegno su di essa erano tutti unanimemente d&#8217;accordo), ho detto sì, sì, ho applaudito e ho suggerito quindi di allineare la retribuzione dei traduttori a quella degli psicanalisti. Ahimé, fine dell&#8217;unanimità. Nessuno era d&#8217;accordo con me, salvo i traduttori presenti, molto divertiti dall&#8217;idea. Giacché, professionalmente, voi siete schiavi dell&#8217;ossessione senza la remunerazione che la sua durata esige. E tuttavia traducete. Molto bene, nel caso di parecchi di voi.<br />
Quando mi capita di leggere un romanzo straniero mal tradotto, prima di incolpare il traduttore mi chiedo sempre quanto tempo gli è stato concesso per entrare in intimità con il testo e nella profondità delle due lingue in gioco. E quando mi capita di leggere un&#8217;ottima traduzione la mia prima reazione è la gratitudine assoluta per il traduttore che ha trovato il tempo per la propria ossessione, che si è consacrato all&#8217;utopia letteraria, nonostante una logica di mercato che si interessa alle lettere solo quando diventano cifre &#8211; grosse cifre, e che non distingue tra la letteratura e le istruzioni per l&#8217;uso delle nostre lavatrici. Di tutto questo, dunque, della vostra ubiquità, della vostra ossessività, del vostro impegno a far sì che ogni singolo romanzo si inscriva nella letteratura universale, vi ringrazio. E in particolare oggi ringrazio Yasmina Melaouah, che tanto spesso mi ha fatto rinascere in italiano.<br />
<em>(traduzione di Yasmina Melaouah)</em></em></p>
<p style="text-align: justify;">Al posto del dialogo previsto tra lo scrittore francese e la sua traduttrice è stato proiettato il documentario <a href="http://www.jolefilm.it/files/index.cfm?id_rst=94" target="_blank"><em>Tradurre</em> </a>di Pier Paolo Giarolo. Illuminante.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A mio avviso il punto forte delle Giornate sono i <strong>seminari</strong>. Purtroppo non si ha mai la possibilità di seguirli tutti e questo è il motivo per cui uno si fa letteralmente in quattro per assistere a quanti più possibile. Ecco dove mi sono intrufolata io quest&#8217;anno:</p>
<p style="text-align: justify;">- <span style="color: blue;">Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli</span>, <em>Tradurre per il doppiaggio. La trasposizione linguistica: teoria e pratica di un&#8217;arte imperfetta</em> (a cura dell&#8217;AIDAC)</p>
<p>-<span style="color: blue;"> Umberto D&#8217;Angelo</span> (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), <em>Le lingue non veicolari nell&#8217;editoria italiana: forme di sostegno, traduzione e revisione</em></p>
<p><em>- </em><span style="color: blue;">Simona Cives </span>(Biblioteche di Roma), <em>Dalla ricerca bibliografica alle “residenze”: reti e punti di contatto per il mestiere del traduttore</em></p>
<p><em>- </em><span style="color: blue;">Fabio Cremonesi</span> (Gran Vía), <em>Dopo il traduttore, prima del correttore di bozze: la revisione di una traduzione letteraria </em>(I e II parte)</p>
<p><em>- </em><span style="color: blue;">Fabio Muzi Falconi</span> (Feltrinelli), <em>Tradurre il mondo, istruzioni per l&#8217;uso</em></p>
<p><em>- </em><span style="color: blue;">Claudia Tarolo </span>(Marcos y Marcos), <em>Complicità: l&#8217;editor come specchio amico fra scrittore, traduttore e testo</em></p>
<p><em>- </em><span style="color: blue;">Oliviero Ponte di Pino </span>(Garzanti), <em>I mestieri del libro</em></p>
<p>Inutile dire che avrei voluto assistere ad almeno altri 4 o 5 seminari&#8230; ma il tempo è quel che è a Urbino e bisogna, pur se a malincuore, fare una scelta.</p>
<p>Ricordo brevemente anche le <strong>Tavole rotonde</strong>:</p>
<p><em>De te fabula narratur: traduttore </em>(ovvero di quando la letteratura parla di traduzione)<br />
<span style="color: blue;">Antonio Lavieri</span> (Università di Palermo), <span style="color: blue;">Franco Nasi </span>(Università di Modena e Reggio Emilia), <span style="color: blue;">Laura Bocci</span> (Università dell’Aquila)<br />
Coordinata da: <span style="color: blue;">Ilide Carmignani</span></p>
<p>e</p>
<p><em>Dire quasi la stessa cosa: i sinonimi in traduzione</em><br />
<span style="color: blue;">Giovanni Bogliolo </span>(Università di Urbino), <span style="color: blue;">Antonella Cancellier</span> (Università di Padova), <span style="color: blue;">Erasmo Leso</span> (Università di Verona)<br />
Coordinata da: <span style="color: blue;">Stefano Arduini</span></p>
<p>Che dire? Un&#8217;esperienza davvero unica! Alla prossima!</p>
<p>PS: Fermi, fermi! Oltre al dovere c&#8217;è anche il piacere, no? A questo hanno contribuito appieno gli amici e colleghi di Biblit, che ringrazio per la compagnia, i consigli e le risate&#8230; e che spero di rivedere prestissimo!</p>
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		<title>Un libro che lascia il segno&#8230; e pure il segnalibro!</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 12:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni libro ha il suo segnalibro. I miei segnalibri sono monogami. E non conoscono l'adulterio. E obbediscono solo alla legge del “finché morte non ci separi”. Di rado, molto di rado, mi imbatto però in libri come "Il mestiere di riflettere"... che di legarsi a vita non vogliono saperne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: justify;">Era da tanto, non ricordo più quanto, che non leggevo un libro senza armarmi di segnalibro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segnalibro: uno dei miei migliori amici. <em>I </em>segnalibri, anzi: innumerevoli, preziosi, amici. Sì, perché nonostante io non possa certo annoverarmi tra i tanti superstiziosi che popolano il pianeta, ho certe manie, certe fisse, che dir si voglia ? e non solo per quanto riguarda la lettura, ma meglio non aprire incisi chilometrici in questa sede ? alle quali sono molto affezionata e dalle quali spero di non rinsavire mai. Ci sono rituali da seguire, tappe da raggiungere, porte da chiudere prima di aprirne delle altre&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Adoro divagare.</p>
<p style="text-align: justify;">I segnalibri, dicevo. Ogni libro ha il suo segnalibro. I miei segnalibri sono monogami. E non conoscono l&#8217;adulterio. E obbediscono solo alla legge del “finché morte non ci separi”. Non sia mai che il biglietto della lotteria nazionale spagnola del dicembre 2007 (Numero 07110, per la cronaca) abbandoni le preziose pagine del <em>Manuale di redazione</em> a cura di Edigeo (Editrice Bibliografica, Milano, 2005); ovviamente, se è ancora lì, vuol dire che non sono milionaria. E non sia mai che quel foglietto che scrissi a Padova un’oretta prima dei miei ultimi esami di Letteratura romena divorzi da <em>Nostalgia </em>di Mircea C?rt?rescu (a cura di Bruno Mazzoni, Voland, Roma, 2003) o che il segnalibro rosso di Cálamo y Cran (centro linguistico madrileno in cui feci un corso di traduzione professionale anni fa e per il quale lavoro come collaboratrice esterna) scenda a comprare le sigarette e lasci il povero <em>Prontuario di punteggiatura</em> di Bice Mortara Garavelli (Laterza, Bari, 2007) abbandonato a se stesso. Si sarà capito ormai: non sono una collezionista di segnalibri (anche se forse potrei pensare seriamente di diventarlo!) ? mi accontento di un pezzo di carta da cucina, un biglietto dell’autobus o un angolino di giornale strappato –, ma prima di prendere un libro tra le mani ho bisogno di scegliergli un segnalibro-consorte. Solo allora mi metto il cuore in pace, afferro la prima matita che mi capita a mano (sì, perché non sono capace di leggere senza una matita in mano: pronta, lì, per sottolineare, scrivere, grattarmi la schiena,  farmi da surrogato della sigaretta da quando ho smesso di fumare e quant’altro; fissa numero due svelata.) e mi abbandono alla lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, tutto questo per dire che ieri, per la prima volta in vita mia (va bene, sono la solita esagerata! Non sarà stata la prima volta in assoluto, ma lo è stata da quando sono una lettrice felicemente affetta da segnalibrite acuta) ho fatto fuori un libro così velocemente da privarlo sia del fidanzamento (scelta imposta del coniuge), sia del matrimonio (ho una collezione di matrimoni – leggasi libri lasciati a metà o non ancora terminati– invidiabile sul comodino), sia del rito funebre (sistemazione del segnalibro in un posto dal quale, con tutta probabilità, non verrà mai più rimosso).</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-83" title="il-mestiere-di-riflettere" src="http://www.poptrads.com/wp-content/uploads/2009/05/il-mestiere-di-riflettere-200x300.jpg" alt="il-mestiere-di-riflettere" width="200" height="300" />Il colpevole di avermi fatto infrangere i miei mille cerimoniali è stato lui: <em>Il mestiere di riflettere. Storie di traduttori e traduzioni</em> (Federica Aceto, Susanna Basso, Rossella Bernascone, Emanuela Bonacorsi, Rosaria Contestabile, Federica D’Alessio, Riccardo Duranti, Luca Fusari, Daniele A. Gewurz, Giuseppe Iacobaci, Eva Kampmann, Chiara Marmugi, Anna Mioni, Daniele Petruccioli, Laura Prandino, Anna Rusconi, Lisa Scarpa, Denise Silvestri, Andrea Sirotti, Paola Vallerga, Isabella Zani, a cura di Chiara Manfrinato, Roma, Azimut, 2008), piccolo gioiello che rincorrevo da mesi. Dall’autunno scorso, per l’esattezza, quando, felice di avercela finalmente fatta a mettere piede a Urbino per assistere alle mitiche <a title="Giornate della traduzione letteraria - Urbino" href="http://www.centroeditoria.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=38&amp;Itemid=0" target="_blank">Giornate della traduzione letteraria</a>, mi lasciai contagiare dalla presentazione della curatrice e di tre delle autrici (Emanuela Bonacorsi, Chiara Marmugi e Anna Mioni).<br />
Bene, posso finalmente dire di averlo letto. Di averlo divorato, anzi. Di averlo quasi studiato. E non ha affatto deluso le mie aspettative! Inoltre, sono sicura che anche lui avrà, prima o poi, la possibilità di contrarre matrimonio: certo, non ci arriverà illibato, ma vedrò di trovargli un segnalibro-consorte molto liberale. Questo sicuro, perché ho intenzione di rileggerlo quanto prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Un solo elemento, un antipaticissimo strumento scordato, turba la beatitudine di questo momento di armonia con l’universo: la consapevolezza, dall’alto dell’unico libro – uno – al mio attivo (oh, fermi fermi, diamo a Cesare quel che è di Cesare: in realtà ne ho tradotto altri tre, ma sono ancora in lavorazione), di avere (per il momento – Facciamo le corna, va’! Alla faccia del fatto che non sono superstiziosa!) troppo poco da offrire a iniziative come questa.<br />
Eppure&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque sia, brava Chiara! Bravi tutti! Chapeau.</p>
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