Hristos a înviat!

by Ileana on aprile 19, 2009

L’ultimo libro che ho tradotto – Sono una vecchia comunista! dello scrittore romeno Dan Lungu – mi ha catapultata in un mondo che pensavo non avesse più alcun potere su di me, mi ha riaperto gli occhi in maniera così violenta da costringermi a fare i conti con fatti che consideravo sepolti, situazioni dalle quali mi sentivo ormai protetta.

Solitamente cerco di non rovistare troppo nella memoria, di non aprire quel cassetto che, più provo a ignorare, più reclama la mia attenzione, di non mischiare passato e presente, e di essere coerente. Vivo la vita a testa alta, crogiolandomi nella sicurezza di sapere chi sono… eppure, alle volte, non riesco a evitare di chiedermi cosa sono.

Mai come a Pasqua quel maledetto cassetto chiede di essere aperto, di poter manifestare il suo contenuto. Ed ecco che mi ritrovo a riascoltare voci assopite, ad accarezzare vecchi ricordi con un sentimento di nostalgia misto a sollievo.

Ebbene, ieri mi sono detta: «Ile, cosa vuoi che succeda se per una volta apri quel cassetto e permetti agli altri di frugarci un po’ dentro?»
Detto, fatto! (Oddio, non è stato poi così facile!) Per la prima volta da quando vivo sola e da quando sono io quella a decidere cosa mettere in tavola, mi sono fatta coraggio e ho festeggiato la mia seconda Pasqua di quest’anno. E sì, che male c’è ad averne due? Che male c’è a volerle festeggiare entrambe? La prima, la cattolica, l’ho festeggiata la settimana scorsa: i ravioli, l’agnello e la colomba sono già belli che digeriti; oggi è toccato a quella ortodossa, alle sarmale e alle uova colorate, oggi ho rispolverato le mie radici e ho riscoperto i sapori del passato.

E sono felice di averlo fatto.

«Hristos a înviat! [Cristo è risorto!]» è la formula di saluto quest’oggi, e anche la formula che familiari e amici pronunciano quando (s)battono le uova.
«Adevărat a înviat! [È veramente risorto!]», la risposta d’obbligo.

Questa presa di coscienza – il fatto cioè, che non devo per forza scegliere tra le due cose, perché, in fondo, entrambe sono parte di me – mi ha spinta a iniziare a scrivere questo blog. (Specifichiamo: farò il possibile affinché i prossimi post vadano oltre la mia eterna crisi d’identità!)

E già… la riflessione nasce spontanea: avere un lavoro che porta a fare i conti con le proprie radici e con la propria identità non è cosa da tutti (lasciamo perdere i temi come la crisi di questi giorni, ché è meglio!) e io sono felice che il mio mi dia la possibilità di farlo giorno dopo giorno.

uova-pasqua-2009-1