“B” come Bucarest, “B” come Bookfest

by Ileana on giugno 28, 2009

Dal 15 al 24 giugno sono stata in quel di Bucarest: e chi se la perde la fiera del libro? E chi se li perde i pomodori maturi? E l’odore dei tigli in fiore? Quel caldo torrido che sa di asfalto, di catrame? I temporali estivi, gli amici, le visciole, i parenti?

È stato un viaggio stancante, ma tutto sommato produttivo.

Il 16 sono stata, in compagnia dell’ormai cara amica Ana Maria Sandu, al M?R (Muzeul ??ranului Român), all’inaugurazione del programma Povestitorii de la ?osea.

povestitorii-de-la-sosea_mtr

Lucian Dan Teodorovici e Forin L?z?rescu hanno letto qualche brano dal loro ultimo libro (rispettivamente Celelalte pove?ti de dragoste e Lampa cu c?ciul?, editi entrambi da Polirom), e discusso col critico letterario Simona Sora circa la generazione “duemilista” alla quale – in barba al fatto che entrambi odiano portare in fronte etichette di alcun tipo – i due apparterrebbero. Si è sottolineata, poi, l’importanza delle letture pubbliche e del racconto (genere letterario purtroppo ignorato dall’editoria italiana, ma ben più frequentato in Romania).

Sono stata felice di rivedere Lucian e di conoscere (finalmente!) Florin di persona: proprio in questi mesi sono alle prese con  i loro romanzi (Rispettivamente Circul nostru v? prezint?: e Trimisul nostru special, entrambi pubblicati per i tipi di Polirom) e ho l’impressione (anzi, la certezza!) che se ci bevo insieme una birra o se ci mangio gomito a gomito saprò capire e rendere meglio la loro prosa.

Dal 17 al 21, invece, è stato un continuo viavai da e per la fiera.

bookfest-20091

Incontri di lavoro, incontri di piacere, letture rubate, chiacchiere, scambi di opinioni più o meno accesi e così via. A quanto pare il 2009 non è affatto una buona annata per l’editoria romena. A parte Polirom, che sembra procedere a vele spiegate verso nuove spiagge e nuovi successi, gli amici di Curtea Veche soffrono e incassano con orgoglio i colpi della crisi.

Last but not least: gli amici e la famiglia (quel moncherino di famiglia che non ha mai voluto/potuto staccarsi dalla propria terra). Rivivere vecchi ricordi, scoprire che dopo più di vent’anni di lontananza certi affetti non si affievoliscono mai, che certi legami non si attenuano mai… E sentirsi poi, sempre e comunque, a casa.