A proposito di arte… non credo più alle coincidenze!

by Ileana on ottobre 5, 2009

L’anno scorso, mentre percorrevo spensierata un interminabile corridoio dell’Istituto di Cultura Romeno di Bucarest, mi cadde l’occhio su questo quadro:

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Ero ancora piuttosto lontana e il corridoio era talmente stretto da distorcere l’oggetto in questione. Tuttavia pensai: “ma tu dimmi questi pittori romeni, i loro quadri sono tutti uguali, persino le cornici le fanno tutte uguali!” Il mio commento – NATURALMENTE! c’è bisogno di dirlo?- si riferiva solamente al quadro, al suo stile e alla sua cornice, non certo alla nazionalità di chi l’aveva realizzato… ma, innocentemente, pensai che con tutte le cornici e tutti i soggetti che esistono al mondo, quello che mi toccava vedere era proprio un quadro che sembrava essere stato appena staccato dalle pareti di casa di mia madre…

Ebbene, era proprio così! O quasi.
Mi avvicinai e lessi “Victoria Constantinescu 1962”.
“Oibò, ma è lei, è la mia prozia” pensai.
Certo che quel quadro non mi diceva niente di nuovo, apparteneva a una collezione che la mia prozia donò a varie istituzioni culturali molto prima che io nascessi. Una collezione di cui avevamo perso le tracce e che,  a parte quei 4 o 5 quadri che mia madre mi ha fatto spolverare migliaia di volte, pensavamo fosse andata distrutta/perduta durante gli anni della dittatura comunista. E invece no, ecco un sopravvissuto!

“Che bello” continuai la riflessione a due metri da terra “si vede che ero destinata a fare la traduttrice e ad avere a che fare con l’ICR di Bucarest! Ma che incredibile coincidenza!”

Le ultime parole famose.

La settimana scorsa i miei 38 attraversano, per la prima volta nella loro vita, i ponti di Venezia. Tappa obbligatoria: l’Istituto Romeno di Cultura e delle Ricerche Umanistiche di Venezia.

Dopo un tour che mi lascia davvero a bocca aperta – l’edificio che nel 1930 Nicolae Iorga comprò e destinò agli scambi culturali romeno-italiani è a dir poco spettacolare -, poco prima di salutare la gentilissima direttrice ad interim Monica Joi?a, l’occhio mi casca su un quadro:

onica

“E no, eh!” penso. “Ma tu dimmi se questo qui deve copiare così spudoratamente lo stile di zio Onic?.”
Non racconto il seguito, perché tanto è scontato, no?